Un passo indietro: la didattica tradizionale |
||
EUDOSSIA CHI SIAMO
|
TORNA INDIETRO
Qual è dunque il ruolo del (bravo) docente “tradizionale”? Propongo
di partire da una definizione che trovo perfetta, nella sua quasi-tautologia:
“IL DOCENTE È IL RESPONSABILE E L’ARTEFICE
DELLA STRATEGIA DIDATTICA ADOTTATA” [G. Trentin]. Innanzitutto
il docente (pensiamo sempre alla nostra esperienza scolastica) sceglie
un libro di testo (che sarà il suo principale ma non unico strumento
di lavoro) tra una rosa ampia di possibilità. Una volta scelto lo strumento, deciderà come e quando usarlo, quali parti, in che ordine… con un margine di autonomia variabile a seconda della materia (si pensi ad un’antologia di letteratura piuttosto che a un libro di matematica!). È compito del docente, ad inizio anno, programmare i ritmi, gli obiettivi e i contenuti del suo intervento didattico, e di volta in volta pianificare le lezioni, integrando il libro di testo adottato con altri materiali, in base alla sua (del docente) strategia didattica, che è a sua volta legata (e modificabile in base) alla risposta del gruppo-classe. Nella produzione di materiali integrativi il docente farà probabilmente ampio uso di fotocopie da altri libri, giornali, riviste, ecc…, ma farà ricorso anche a materiali audio, video, a testi autoprodotti, a Internet, a lavori svolti dagli studenti, nonché a conferenze e interventi di persone terze. Ma,
soprattutto, utilizzerà la propria presenza fisica in classe, mettendo
in gioco le sue capacità personali di parlare, mantenere l’attenzione,
gestire il gruppo-classe, fino a raggiungere casi estremi di docenti particolarmente
carismatici, affabulatori, in qualche modo ‘incantatori di serpenti’.
Cosa
rimane di questo nell’e-learning? Qual è il ruolo del formatore?
Esiste ancora la figura del docente come l’abbiamo sinora intesa?
E, se esiste, cosa fa? Come lavora?
Ultimo aggiornamento 20/01/06 |
DIDATTICA UN TUFFO NEL PASSATO |