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Un passo indietro: la didattica tradizionale

Cosa rimane del docente tradizionale nell’e-learning? Cosa si modifica?

Per comodità, identificheremo con il termine ‘docente’ l’insegnante tradizionale, di cui abbiamo appena parlato, e useremo il termine ‘formatore’ per identificare la figura equivalente nell’e-learning. È una scelta di comodo, e anticipo che il termine ‘formatore’ non mi piace e di solito non lo uso. Ma per il momento torna utile.

Proviamo dunque, sulla base del ruolo del docente nella didattica tradizionale appena delineato, a immaginare il possibile ruolo di un formatore “e-learning”.

Innanzitutto non esiste più ‘il libro di testo’.
Esiste invece un corso, basato su tecnologie legate al web.
È realisticamente molto poco probabile che un formatore sia chiamato a scegliere tra diversi di questi prodotti… Piuttosto gli verrà chiesto di usarne uno ben preciso, oppure di collaborare alla progettazione di un corso ex-novo.
E qui già si delineano le prime differenze: progettare un corso per l’e-learning non è paragonabile allo scrivere un libro di testo. Entrano in gioco molto più numerose competenze, e problematiche, legate alle tecnologie adottate, e alla tipologia di fruizione prevista per io corso. Un corso e-learning è SEMPRE frutto del lavoro di un gruppo, di cui i formatori sono solo una componente, seppur fondamentale .

Nella formazione in rete, esattamente come in quella tradizionale, i formatori sono dunque coinvolti intensivamente sia nella preparazione che nella conduzione dell’intervento formativo.
E questo è vero non solo se il formatore è chiamato a partecipare alla progettazione di un corso ex-novo, ma anche se gli viene chiesto di utilizzare un corso già esistente: in ogni caso dovrà riguardarlo, valutarne la pianificazione, la tempistica, e anche, se necessario, integrarne i materiali.
MA, a differenza del docente tradizionale, il formatore on-line avrà vincoli forti dovuti alla tecnologia adottata dal corso.

Il formatore di un corso on-line non potrà ‘fare fotocopie’, non sarà in aula davanti ai suoi studenti, e pertanto dovrà strutturare attentamente e abilmente i materiali che produrrà: la loro fruizione sarà mediata da una rete di computer, e avverrà fuori dal suo controllo.
Dovrà rispettare una rappresentazione informatica omogenea con quella del corso base, e pensare all’uso che di questo materiale sarà fatto: verrà stampato o fruito a monitor? Dovrà essere modificato? Che grado di interazione è richiesto?
Dovrà porsi il problema della consegne, che dovranno essere il più chiare possibile…

Il discorso sulla preparazione dei materiali sarebbe lungo, proviamo a riassumerlo dicendo semplicemente che la preparazione dei materiali per l’e-learning non può essere improvvisata, e richiede competenze che non sono proprie del docente tradizionale, legate al fatto che la comunicazione è mediata dalla rete e dalla tecnologia ad essa collegata e necessaria.

Torniamo al ruolo del formatore nella fase preliminare di un corso.
Prima ancora di “entrare in aula” dovrà partecipare alla selezione dei partecipanti al corso, e alla loro organizzazione in gruppi-classe, nonché valutare, curare e verificare l’accessibilità dei materiali e di tutti i servizi di rete.
Anche in questo il suo ruolo non è più del tutto paragonabile a quello del docente tradizionale.

Ma le differenze più evidenti le riscontriamo in fase di conduzione del corso…

Finiti i lavori preliminari, si arriva finalmente al giorno di inizio del corso: il docente tradizionale si accinge ad entrare in aula, a guardare in faccia i suoi allievi, curerà forse il proprio abbigliamento, deciderà se entrare nell’aula quando i corsisti sono già tutti arrivati o se accoglierli, e poi il corso inizierà, occhi puntati sul docente, il silenzio degli inizi.
Ma per il formatore di un corso on-line, tutto questo non c’è.
Non c’è l’aula.
Non c’è la cattedra, la lavagna, non ci sono porte sedie tavoli finestre, non ci sono occhi puntati su di lui…
La classe non c’è.

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Ultimo aggiornamento  13/01/06

 

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