Il tutor: compiti e competenze |
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EUDOSSIA CHI SIAMO
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TORNA INDIETRO Progettista e gestore di processi educativi, facilitatore, mediatore dell’offerta didattica, formatore esperto, docente, organizzatore… nell’e-learning, che toglie il docente dal centro dell’attenzione per concentrarsi sull’apprendimento, che priva il formatore della classe fisicamente presente e gli chiede in cambio di farsi carico di tutta una più ampia serie di compiti e responsabilità, la vocazione didattica e comunicativa del tutor trova un’espressione e un’espansione insospettate. Ma nella pratica quotidiana dei processi e-learning cosa fa, e cosa deve saper fare, un bravo tutor? Diamo per scontata sia una buona conoscenza degli argomenti trattati nel corso di cui si occupa (in questo non differisce da un docente tradizionale!) che discrete capacità di organizzazione, che nella vita fanno sempre comodo, e proviamo a delineare le altre competenze che dovrebbe avere, e i compiti ad esse collegate… Per esempio, la
gestione della comunicazione: la responsabilità, soprattutto
iniziale, di rompere il ghiaccio, di intervenire sui processi di socializzazione,
di guidare l’interazione e portarla ad una fase costruttiva e funzionale
all’apprendimento, è una responsabilità che il tutor
deve assumersi per intero. Ci sono anche degli aspetti caratteriali che gli saranno d’aiuto: molta disponibilità e flessibilità, un interesse reale per i partecipanti al corso, e non solo per il loro apprendimento, una predisposizione alla socializzazione. E poi, la consuetudine con la rete, e con la comunicazione nella rete: i gesti, gli sguardi, le intonazioni del parlato nello scritto diventano formattazione, l’apparente spontaneità di un messaggio in un forum o in una mail è in realtà mediata e meditata, la scorrevolezza e la velocità di gestione di una chat non sono semplici né innate. Ci sono dei momenti
chiave in cui il tutor cercherà di sfruttare al meglio tutte le
sue competenze e capacità, perché in certe fasi del processo
di apprendimento più che in altre gli errori del tutor, oltre al
rischio di pregiudicare l’andamento del corso, si traducono spesso
in un lavoro extra per il tutor stesso.
Un tutor esperto
porrà ad esempio particolare attenzione ai messaggi di apertura,
che non siano troppo formali o troppo frettolosi, o poco curati nella
formattazione, o semplicemente troppo lunghi: sono messaggi strategici,
che devono accogliere ed aiutare a superare il disorientamento iniziale,
comunicando implicitamente quale sarà il tono della comunicazione
e il ritmo del corso.
Iniziato il corso,
la maggior parte dei corsisti (ma anche dei partecipanti a una qualsiasi
mailing-list…) aspettano che scrivano gli altri prima di intervenire,
e se analizziamo la frequenza di intervento in un forum didattico sarà
normale trovare un’iniziale preponderanza del tutor.
I corsisti inoltre
si rivolgeranno al tutor ogni volta che avranno un problema, anche di
tipo tecnico: facile ma sbagliato rimandarli semplicemente al servizio
di assistenza tecnica che ogni buon corso dovrebbe avere, più utile
seguire il problema, interessarsi alla sua risoluzione, anche se non ce
ne possiamo occupare personalmente perché richiede altre competenze.
Consegne ambigue
o non uniformi spesso innescano un processo faticosissimo di chiarificazione,
che andrà ben oltre l’inevitabile e necessario supporto alle
esercitazioni.
Un buon aiuto
alla gestione delle classi on-line viene dall’uso della posta elettronica
personale: potrebbe sembrare un elemento individuale, che esclude gli
altri e quindi va contro all’idea di “comunità di apprendimento”,
e invece l’esperienza insegna che è un valido alleato.
Ultimo aggiornamento 13/01/06 |
DIDATTICA UN TUFFO NEL PASSATO |