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a cura di Claudia Marcotulli
Gli inizi della pubblicità
Nell’antichità i messaggi dei commercianti venivano annunciati
a voce dai cosiddetti “banditori”.
La prima pubblicità stampata risale al 1479; mentre il primo servizio
pubblicitario al 1630 (idea di Renaudot, che fonda una gazzetta dove pubblica
annunci pubblicitari a pagamento).
Nella seconda metà dell’Ottocento la pubblicità si trova
sui quotidiani e sui manifesti. Nel 1925 viene pubblicato il primo trattato
di tecnica pubblicitaria, dove, il suo autore, l’inglese Daniel Stach,
fissa le regole della pubblicità: i messaggi e gli annunci dovevano essere
visti, letti, creduti, ricordati e dovevano avere la capacità
di convincere chi leggeva ad acquistare il prodotto pubblicizzato.
Lo scopo della pubblicità
La pubblicità vuole informare la gente dei prodotti in commercio.
Attraverso la pubblicità vengono messe in risalto le qualità e
la convenienza del prodotto, e, se ce ne sono diverse, le varietà (di
colore, di grandezza, ecc…) in cui è disponibile.
La pubblicità in
Italia
La pubblicità in italia nacque alla fine dell’Ottocento ed era
inizialmente costituita solo da testi scritti.
I primi esempi sono le pubblicità sui giornali. I giornali però
erano letti solo dalla borghesia, poiché il resto della popolazione era
analfabeta.
In seguito, la pubblicità poté essere non solo letta, ma anche
vista, poiché si sviluppò la pubblicità murale (manifesti,
cartelloni, ecc…) e acquistò sempre più importanza l'elemento
visual.
La prima guerra mondiale
Nel periodo della prima guerra mondiale, i manifesti fanno propaganda soprattutto
alla coesione militare, vengono usati per spingere gli uomini a diventare militari,
poiché servivano molto soldati per la prima guerra mondiale e per la
difesa del proprio stato (in guerra) e dei suoi abitanti.

Ultimo aggiornamento
3/05/06